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Il maceratese può tornare a crescere

L’opportunità offerta dalle norme contenute nel pacchetto “Area di Crisi Complessa” possono aiutare Macerata e il maceratese ad agganciare una ripresa economica che, senza queste facilitazioni, tarderebbe ad arrivare. Bisogna saper cambiare e ripartire dai contratti di filiera, da quelli di sviluppo e dalle nuove infrastrutture sociali (cultura, sanità, scuole). Il nostro Made in Italy è forte e fatto di maestranze e artigianalità di ogni imprenditore. Soprattutto dei piccoli e dei medi. Di quelle aziende familiari che si sono rimboccate costantemente le maniche ed hanno stretto la cinghia. Affrontando la pressione fiscale, la congiuntura economica, il blocco del mercato russo, e tutto quello che ben conoscete. Come ha ricordato Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, le Pmi erano date per spacciate dieci anni fa. Invece, sono tornate a crescere ed esportare. Ma solo quelle che hanno innovato, fatto rete, che hanno puntato sulla qualità del prodotto vanno avanti, le altre rischiano la chiusura. Quindi sostenibilità ed innovazione, abbiamo un’occasione preziosa, da non perdere, per rilanciare il nostro territorio verso il futuro con prodotti made in italy, artigianali e sostenibili.

Ne abbiamo parlato venerdì 20 settembre all’Hotel Royal di Fermo durante un convegno organizzato dalla Fondazione San Giacomo della marca e dal Cosvim Finanza Integrata d’Impresa riguardo l’area di crisi del fermano e del maceratese a cui hanno partecipato numerosi imprenditori, rappresentanti di associazioni di categoria e delle istituzioni, come il sindaco Paolo Calcinaro e l’assessore regionale Fabrizio.

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