Marche|

Macerata celebra la giornata dell’Unità Nazionale delle Forze Armate.

Il 4 novembre del 1918 le persone festeggiarono di sicuro la vittoria, la resa dell’impero austro-ungarico, la fine dell’incubo, della guerra, della fame, della paura. Ma quel giorno le persone piangevano i loro morti e l’Unità d’Italia era forse ancora un concetto molto astratto. Il sollievo per la fine della paura e della tragedia era di certo più concreto, tangibile, presente. L’anno dopo no. L’anno dopo fu probabilmente una festa consapevole: per tutti l’Italia era diventata una Nazione. Per sempre. Da quella volta, ogni anno si festeggia il sodalizio tra le genti e la penisola: UN popolo, UNA terra. La nostra PATRIA!  Ecco. Io credo che da allora quella consapevolezza d’unità appartenga a tutti gli italiani, ma che oggi sia il caso di ricordarcela un po’ più forte, un po’ più intensamente perché, vedete, ci sono ancora troppe divisioni, in questa nostra Italia. Non a livello geografico, ci mancherebbe altro, anche se qualcuno forse ne vorrebbe istituire qualcuna nuova di zecca e anche marcata, sebbene in pubblico lo neghi. E nemmeno mi riferisco alle divisioni che ci sono tra le forze politiche, persino tra quelle che hanno deciso di lavorare insieme per il bene di tutti, ma sono sicura che verranno superate proprio in nome del bene comune. Quelle che devono preoccupare di più e che dobbiamo contrastare sono quelle tra i cittadini, tra le persone, tra gli italiani. Le vediamo spesso serpeggiare ogni giorno, tra profili social e atti esecrabili. Divisioni subdole, strumentali e spesso indotte da parlatori senza scrupoli che per un grammo di consenso in più si fanno beffe di quegli ideali che dicono voler difendere. Sono fratture sociali, crepe nella vita quotidiana, timori serpeggianti, insicurezze latenti che si manifestano nel peggiore dei modi, facendo guardare con sospetto al vicino e al futuro. In Italia ci sono ancora troppe disparità, troppe differenze, troppe. E’ per questo che oggi vorrei invitare tutti a mettere da parte ogni distinguo, ogni sottigliezza semantica, persino ogni differenza di vedute sul futuro del Paese. Oggi vorrei solo ricordare a me stessa che cent’anni fa i ragazzi del ’99 fecero strada ai legislatori e quelli come primo atto decisero che ogni anno andava celebrata l’Unità d’Italia. E allora viva l’Italia unita, che unita lo sia davvero, anche nelle diversità e nelle differenze. E viva le nostre Forze Armate, che oggi celebriamo e che da ben più di cent’anni sono lì a fare ogni giorno il proprio dovere, a garantire sicurezza, a combattere in difesa e all’attacco del terrore ovunque serve. Che possano vincere ogni battaglia combattendo sempre dalla parte della giustizia, dell’unità e dell’Italia.

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