Esteri|

Istituti Italiani di Cultura all’estero

Ci sono ancora tante potenzialità inespresse negli Istituti di Cultura Italiana all’Estero. Negli incontri fatti di recente a Malta, ad Addis Abeba ed in questi giorni a New York, mi rendo sempre più conto di quanto ampli siano i margini di miglioramento. 

Perché la cultura può e deve essere un traino per il sistema italiano, soprattutto negli altri Paesi. Attraverso la cultura noi parliamo di Italia, trasferiamo le nostre eccellenze, il Made in Italy. Stabiliamo contatti e relazioni che parlano di noi. Più lo facciamo bene, più creiamo cose belle, più gli scambi economici e i rapporti internazionali si rafforzeranno, cresceranno. A New York, ancor più che altrove: una città così viva, dove l’Italian lifestyle e gli italiani stessi sono enormemente apprezzati, deve avere un Istituto Italiano di Cultura vivo, vivace, vitale. Mi rendo conto che il lavoro da fare è lungo e presuppone una  cabina di regia unica, che dall’Italia assicuri il trasferimento di questi input e valori alla rete internazionale.

Ma dobbiamo farlo, e farlo bene, coinvolgendo maggiormente le risorse presenti nella nostra PA, potenziando l’integrazione e l’interazione fra tutti gli enti preposti al sostegno all’estero del sistema Italia  e premiando il merito e le eccellenze, senza temere le lobby o essere frenati dai retaggi del passato, a partire dall’organizzazione di questi importanti Enti. Trasferiamo le nostre eccellenze lavorando con eccellenza, al meglio delle nostre professionalità. L’Italia è unica, è un Paese meraviglioso che deve risplendere all’estero.

Foto con Paolo Barlera, Direttore Istituto Italiano di Cultura, New York

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