Marche|

Incontro ‘L’Aria di crisi del Distretto Fermano-Maceratese’.

«Questa terra può crescere»: bisogna saper cambiare e ripartire dai contratti di filiera, da quelli di sviluppo e dalle nuove infrastrutture sociali (cultura, sanità, scuole). All’hotel Royal si è parlato di questo, connesso al  tema ‘L’Aria di crisi del Distretto Fermano-Maceratese’. Insieme  a numerosi imprenditori, rappresentanti di associazioni di categoria, e rappresentati delle istituzioni, come il sindaco Paolo Calcinaro e l’assessore regionale Fabrizio Cesetti. Grazie alla Fondazione San Giacomo della Marca e al Cosvim Finanza Integrata d’Impresa per aver organizzato l’incontro. Sono intervenuta ricordando prima di tutto l’interesse del Governo verso le imprese,  ribadito anche ieri con l’annuncio che il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto, a firma Luigi Di Maio, per il trasferimento delle competenze in materia di commercio internazionale e di internazionalizzazione del Sistema Paese dal Ministero dello Sviluppo Economico al Ministero degli Affari Esteri Per me, che sono in commissione Esteri, con Ministro il Capo Politico del Movimento 5 Stelle, rappresenta una grande ed importante novità. Ovviamente adesso la Riforma va in Parlamento, dove verrà valutata e ulteriormente migliorata. Ma questo rappresenta la conferma che l’internalizzazione delle imprese è un argomento prioritario per il Governo. Avere sotto il Ministero degli Esteri tale competenza, vuol dire razionalizzare e semplificare il dialogo: gli imprenditori italiani avranno da oggi un unico interlocutore, competente e ramificato in tutto il mondo, in grado di accompagnarli ovunque a cercare nuove opportunità. Questa notizia avviene poi alla fine di una settimana che ha visto gli imprenditori del settore calzaturiero impegnati in una delle fiere internazionali più importanti per le imprese del nostro territorio, il Micam, dove abbiamo potuto toccare con mano che il nostro Made in Italy è forte. Ma questo Made in Italy è fatto di maestranze e artigianalità di ogni imprenditore. Soprattutto dei piccoli e dei medi. Di quelle aziende familiari che si sono rimboccate costantemente le maniche ed hanno stretto la cinghia. Affrontando la pressione fiscale, la congiuntura economica, il blocco del mercato russo, e tutto quello che ben conoscete. Come ha ricordato Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, le Pmi erano date per spacciate dieci anni fa. Invece, sono tornate a crescere ed esportare. Ma solo quelle che hanno innovato, fatto rete, puntato sulla qualità del prodotto. vanno avanti, le altre rischiano la chiusura. In questo contesto, oggi abbiamo un’opportunità: il riconoscimento dell’area di crisi complessa e le novità introdotte dal Decreto Crescita con la revisione della normativa ad opera del decreto del Ministro dello sviluppo economico del 30 agosto 2019, in corso di registrazione.

Tra le principali novità sottolineo: – l’ammissibilità delle proposte presentate da reti d’imprese (articolo 4) – l’abbassamento della soglia minima d’investimento da 1,5 ad un milione di euro e, nel caso delle citate reti d’imprese, la possibilità di presentare singoli programmi d’investimento di almeno 400 mila euro ( articolo 5, comma 9, lettera b) – sono previsti interventi nella formaIone ma anche in tecnologie digitali quali intelligenza artificiale, blockchain e IoT. A queste novità, aggiungiamo altre due parole: sostenibilità e innovazione. Sostenibilità: oggi come oggi, non si può prescindere dal cercare modelli di business che prevedano la sostenibilità. E la sostenibilità va a braccetto spesso con l’innovazione. Sta a noi ora, rispondendo alla call, inviare più progetti possibili per dare indicazioni precise e puntuali a Invitalia.  E’ un’occasione preziosa, da non perdere per rilanciare il nostro territorio verso il futuro con prodotti made in italy, artigianali  e sostenibili.

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