Esteri|

Incontro con Ambasciatore Malta.

Durante il colloquio sono state sottolineate le medesime sfide di Italia e Malta sul tema dell’immigrazione e sull’importanza sui progetti che mirano allo sviluppo economico e sociale nei Paesi di origine. In proposito, l’ambasciatore ha esposto i successi di Malta nel gestire il flusso di migranti proveniente dall’Etiopia, grazie a uno specifico programma di rientro volontario assistito verso il Paese del Corno d’Africa. L’ambasciatore ha esposto l’importanza dell’iniziativa europea “Trust Fund for Africa” inaugurato nel novembre 2015 durante la presidenza di turno maltese dell’UE. Il programma finanzia progetti nei Paesi di origine dei migranti L’ambasciatore ha proposto di lavorare assieme in sede FAO, WFP e altre agenzie delle Nazioni Unite per portare avanti analoghi progetti di sviluppo nei Paesi di origine. L’ambasciatore ha evidenziato come Malta sia all’avanguardia nel settore dell’acquacoltura.

Grazie a questo avanzato know how, utilizzato anche da Israele nel settore agricolo, Malta ha avviato un programma relativo all’acquacoltura del pesce con l’Uganda. Il programma prevede una prima fase di formazione a Malta e una seconda fase, in collaborazione con una Ong, durante la quale i migranti vengono trasferiti in Uganda e, organizzati in una cooperativa, mettono in pratica le conoscenze acquisite durante la prima fase formativa. L’ambasciatore ha sottolineato il successo dell’iniziativa che, partendo da una cooperativa, questa ha spontaneamente condotto alla nascita spontanea di altre quattro cooperative analoghe. L’ambasciatore ha precisato che quando Malta finanzia simili progetti di sviluppo vengono poste delle condizioni all’erogazione dei finanziamenti che, tra le altre cose, assicurano 5 anni di stipendio per i lavoratori beneficiari. Una di queste condizioni riguarda l’obbligo per il lavoratore di mandare tutti i propri figli (maschi e femmine) a scuola. L’ambasciatore ha poi evidenziato che molte idee di progetti di sviluppo sono nate da colloqui con gli stessi migranti, da cui vengono apprese le reali condizioni lavorative e sociali e le reali problematiche relative. In sostanza, i migranti hanno un ruolo importante nell’elaborazione delle idee di questo genere di programmi.

A sottolineare il successo delle iniziative, l’ambasciatore ha inoltre ricordato come alcune delle scuole di agricoltura sostenute da Malta e destinate ai migranti abbiano coinvolto addirittura tre generazioni. Infine, l’ambasciatore ha fatto un cenno a un progetto esistente con lo IED (Istituto Europeo di Design) il quale prevede una summer school in Etiopia, durante la quale gli studenti hanno potuto prendere spunto dall’iconografia etiopica per la realizzazione di nuove grafiche. Al termine dell’incontro Mirella ha portato ufficialmente le scuse per l’episodio di “cyber bullismo” che ha riguardato Jake, il bambino maltese affetto da una grave malattia e famoso a Malta per la sua forza nello sfidare la malattia, attraverso la pratica del triathlon e lo sforzo di condurre una vita normale. In proposito, l’ambasciatore si è detto disponibile a organizzare un incontro tra Mirella e Jake durante la visita a Malta del prossimo venerdì (12 aprile). L’incontro si è concluso con la promessa di rivedersi per proseguire il confronto e, soprattutto, per aumentare il livello di cooperazione in materia di nuovi progetti di sviluppo.

Ambasciatore maltese per l’unione africana

Ministro degli Affari Esteri maltese 

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