Esteri|

Etiopia: subito misure concrete per fermare violenza

Finalmente siamo riusciti ad accendere un riflettore sull’Etiopia e sull’insostenibile escalation di violenza che contraddistingue il conflitto tra forze governative e ribelli del Tigray. Ora non e’ piu’ tempo di mezze misure o di generiche espressioni di preoccupazione: l’Italia deve scendere in campo e farsi promotrice di azioni concrete a livello internazionale per fermare il conflitto. In questi giorni, dall’ONU alla UE, tutti stanno prendendo posizione contro la violenza che sta sconvolgendo per l’ennesima volta il Corno D’Africa, ma quando si poteva operare per prevenire la guerra tutti erano assenti, nonostante fossero molti i segnali di rischio, segnali che io stessa avevo sottolineato anche con atti parlamentari. Ora serve ben piu’ di qualche comunicato stampa o l’annuncio di misure ‘straordinarie’ in un futuro remoto: occorre che venga mobilitata una forza d’interposizione di pace a tutela della popolazione civile, altrimenti sara’ l’ennesima catastrofe umanitaria annunciata, e servono iniziative diplomatiche molto concrete e in tempi brevi. Il Corno D’Africa rischia di ritornare a essere una polveriera, come e’ gia’ accaduto negli anni 90, e questo non possiamo permettercelo. La regione, infatti, e’ interessata da fenomeni di radicalizzazione islamica che possono esplodere da un momento all’altro

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