Cultura|

Commissione con il Ministro Franceschini

Oggi in Commissione abbiamo ascoltato il Ministro per i beni e le attività culturali, Dario Franceschini.

Alle drammatiche conseguenze della guerra e della violenza, si aggiungono quelle dei bombardamenti sul patrimonio culturale ucraino, che hanno un significato molto profondo. Perché la cultura di un paese ne riflette l’anima, l’identità, la storia, la memoria. La cultura rappresenta un paese, e ne intesse le relazioni con gli altri.
Lo sappiamo bene in Italia, terra universalmente riconosciuta come “superpotenza della bellezza e della cultura”.
L’Italia ha da sempre avuto un ruolo di primo piano sul tema della cultura e nell’ambito dell’Unesco. Un ruolo che le deriva non soltanto dalla rilevanza del suo patrimonio artistico, culturale e naturale, ma anche da un “capitale umano” di altissimo livello, fatto di professionisti della cultura, e da quella che abbiamo imparato a definire come diplomazia culturale.

Il nostro paese inoltre partecipa attivamente al recupero dei beni culturali illecitamente sottratti e ha istituito la task force dei «Caschi blu della Cultura» per la salvaguardia del patrimonio culturale in caso di crisi o conflitto armato.
Di fronte a quello che sta accadendo in Ucraina anche sul piano culturale – l’Unesco ci parla di ben 53 siti culturali danneggiati o parzialmente distrutti dall’inizio dell’invasione russa – è chiaro che il nostro paese abbia un ruolo importante da giocare.
Non è una perdita che colpisce soltanto il popolo ucraino, è tutta l’umanità che rischia di privarsi di una ricchezza incommensurabile.

Al ministro ho rivolto alcune domande: quali sono allora le misure concrete che stiamo avviando per attivarci in sede internazionale a garanzia della tutela del patrimonio culturale ed artistico, dell’Ucraina, facendo leva sul nostro ruolo di indiscusso prestigio e preminenza in ambito culturale? E per mettere a disposizione le competenze dell’Italia nella tutela e nella salvaguardia del patrimonio culturale che sono riconosciute in tutto il mondo? Penso ad esempio alle importanti competenze dei nostri Carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale per contrastare possibili traffici illeciti di opere d’arte.

Vorrei inoltre fare un riferimento all’arte e alla cultura come potente strumento di integrazione, inclusione sociale, dialogo, trasmissione di valori che ci accomunano. Vi sono iniziative specifiche volte a tutelare la categoria dei professionisti della cultura? E a valorizzare il lavoro di quanti di loro sono già presenti nel nostro territorio? Perché non creare ad esempio un hub che valorizzi le competenze di artisti, pittori, musicisti, ballerini, direttori di musei e permetta loro di usare l’arte e la cultura per mantenere viva la memoria e l’identità del loro paese? E allo stesso tempo che favorisca uno scambio di esperienze tra professionisti italiani e ucraini che possa approfondire il dialogo culturale e il processo di integrazione delle persone rifugiate in Italia?

Per le risposte, guardate il video sul mio profilo Facebook.

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