Chi sono

Sono Mirella Emiliozzi, abito a Civitanova Marche, ho più di cinquant’anni ma me ne sento addosso sì e no 25, sono laureata in lingue e viaggio per conoscere le culture del mondo e capire così più profondamente la nostra.
Sono un insegnante e con tutti i miei colleghi e il resto del personale scolastico ho dovuto subire riforme infami che hanno distrutto quello in cui credevamo tutti il primo giorno di lavoro.
Sono una giornalista per passione e insieme a tutti i miei colleghi impegnati a raccontare quasi gratis i fatti delle persone e dei territori ho dovuto subire quello che i grandi interessi editoriali (che editoriali non sono) hanno fatto a questo mestiere.
Sono marchigiana e tutti i giorni vedo le mie concittadine e i miei concittadini darsi da fare per risollevare questa terra e queste imprese e tornare a crescere in un mercato sempre più globalmente idiota e governato da logiche che con il lavoro, l’innovazione, la creatività, la capacità di competere, lo sviluppo sostenibile c’entrano poco.
Sono una donna e come tale vedo ogni giorno prevaricazioni, abusi, sessismo e violenza, e intanto in troppi si riempiono la bocca di un concetto che mi fa schifo: quote rosa.
Sono un’attivista del Movimento 5 Stelle, una ex consigliera comunale, una cittadina attiva.
Sono una deputata della Repubblica e siedo in nella Commissione Affari Esteri della Camera.
Sono la presidente dell’Unione Interparlamentare Italia-Corno D’Africa
Sono stanca di vedere gli italiani credere ancora che verrà qualcuno a salvarli. Siamo noi, i cittadini di una Nazione, che dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri!
Sono convinta che prendere in mano il nostro futuro dipenda solo da noi!
Sono sicura che la rivoluzione umana di un singolo individuo possa contribuire al cambiamento nel destino di una nazione e che alla fine condurrà a un cambiamento nel destino di tutta l’umanità!
Sono qui e ci resterò per tutto il tempo che servirà a cambiare insieme le nostre vite, che valgono molto più di quanto vogliono farci credere!
Sono Mirella Emiliozzi e alla fine del mio mandato vorrei lasciare un’Italia più consapevole della propria storia, cultura, potenzialità e un popolo italiano più solidale, senza paura del domani e senza tutti gli atteggiamenti beceri e rancorosi a cui a volte si abbandona.